Giovedì, 11 Agosto 2022 16:27

Mio figlio non fa mai quello che gli dico.

I consigli per far rispettare le regole

Da Tata Francesca alcuni suggerimenti per convincere i bimbi a seguire le indicazioni di mamma e papà a prendere coscienza dei loro limiti.

“Le regole sono importanti per la vita di un bambino e di una bambina, perché mettono ordine, danno sicurezza e quando le diamo e le facciamo rispettare è come se aiutassimo i bambini ad orientarsi”. Francesca Valla, nota al grande pubblico come Tata Francesca, lo dice con assoluta naturalezza, anche se alle mamme e ai papà spesso sembra impossibile convincere i figli a fare ciò che gli dicono. “Eppure le regole rappresentano una bussola, perché fanno capire ai bambini che hanno dei confini e sanno cosa possono fare e cosa non possono fare, differenza che permette loro anche di inserirsi nei gruppi e di socializzare al meglio”. Se davvero sono così fondamentali perché i bambini ci diano retta, conviene allora chiedere all’esperta come si deve procedere per avere successo in questo ambito.

Poche ma buone e da rispettare sempre

“Anzitutto le regole per essere funzionali devono essere poche, chiare e adatte all’età del bambino ma anche alla sua unicità” – esordisce l’esperta. “Ci sono bambini che hanno la stessa età, ma anche regole differenti perché abitudini, caratteristiche e contesti familiari risultano diversi”.

A suo parere, poi, le regole devono anche essere coerenti, devono diventare un’abitudine perché vengano apprese da un bambino o una bambina, non possono certo cambiare da un giorno con l’altro per inseguire le variazioni di umore dei genitori. Anzi, il ruolo di mamma e papà è ovviamente fondamentale.

“Il miglior modo per fare sì che i bambini apprendano le regole velocemente è essere noi un esempio perché, attraverso i nostri gesti e le nostre parole, educhiamo i nostri figli, siamo una sorta di specchio” – insiste Francesca Valla. “Perché le regole siano più funzionali ed efficaci dobbiamo prima di tutto rispettarle noi”.

Regole diverse in base all’età

Le regole, comunque, vanno insegnate seguendo alcune indicazioni anche sulla base dell’età. “Per i bambini piccoli, quando vengono date delle regole che siano anche facili da rispettare, occorre poi dare riconoscimento quando lo fanno, in modo da rinforzare la loro autostima, facendogli capire che sono capaci e spingendoli a ripetere questo comportamento” – spiega Tata Francesca. “Quando i bambini sono un po’ più grandi, dalla scuola primaria in poi, invece, bisogna pensare di coinvolgerli perché una regola per essere più efficace deve essere condivisa con il bambino ed esse coinvolgente. Si potrebbe ipotizzare di indire una specie di riunione di famiglia, dove vengano decise le due o tre regole chiave che tutti devono rispettare”.

Per rendere queste regole divertenti, poi, secondo l’esperta, si possono disegnare, scrivere su dei fogli e mettere un po’ in giro per la casa, in modo che uno ogni tanto possa vederle e memorizzarle. 

Se è refrattario alle regole

Consigli preziosi, da mettere in pratica. Ma cosa occorre fare se i bambini e le bambine appaiono ostili al rispetto delle regole? “Anzitutto dobbiamo cercare sempre di rimanere in osservazione del bambino e della bambina e dobbiamo capire quale può essere la motivazione di questa ostilità, perché magari la regola non è stata fornita in modo chiaro oppure non è adatta al momento. Una volta individuata la motivazione che rende il bimbo refrattario, bisogna cercare la strategia che diventi più funzionale. Con un bambino che fa più fatica a seguire le regole, ad esempio, non dobbiamo puntualizzare sempre che sbaglia, altrimenti si sentirà ingabbiato dall’etichetta di quello che non rispetta le regole. Piuttosto, se nella vita quotidiana ci sono momenti in cui questo bambino rispetta la regola, va riconosciuto il suo successo, perché attraverso tale riconoscimento senta di essere capace e provi ancora di più a seguire le indicazioni”.

 

Quando il bambino provoca

Se infine ci si trova di fronte a un bambino sfidante, che non rispetta le regole per metterci alla prova, conviene evitare di cedere alla provocazione. “Bisogna scoraggiare il comportamento di sfida, anzitutto con uno sguardo benevolo o ironico” – conclude Tata Francesca. “Soprattutto non si deve mai arrivare al braccio di ferro, altrimenti si creano momenti di forte scontro, specie se i bimbi sono molto tenaci. Meglio assumere un atteggiamento un po’ complice, un po’ ironico e dare un’iniezione di fiducia, far concepire che di fronte alla sfida noi non molliamo”.

Anche perché, come sintetizza la pedagogista, un genitore che reagisce alla sfida si mette alla pari del bambino, mentre deve avere consapevolezza del suo ruolo genitoriale e scegliere un approccio che sia motivazionale. Solo così si riuscirà a scoraggiare lo spirito di sfida del piccolo.

**Articolo redatto in collaborazione con Quimamme 




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