Giovedì, 11 Agosto 2022 16:15

Aiuto, il bimbo non vuole dormire

3 regole d’oro per tutta la famiglia!

È uno dei problemi più diffusi ma anche uno dei più difficili da risolvere. Ecco allora da Tata Francesca alcune regole da seguire per assicurare una nanna serena per tutta la famiglia. 

Quando un bambino fatica a dormire, i suoi genitori si trovano di fronte a uno dei principali problemi a livello educativo ma spesso, dato che sono stanchi, non hanno la lucidità per trovare strategie efficaci. Eppure, si tratta di un tema da affrontare subito, in modo da gestirlo in breve tempo e restituire a tutta la famiglia un po’ di serenità. A fornire qualche regola utile per avere sonni sereni ci pensa Francesca Valla, nota al grande pubblico come Tata Francesca, consigliera di migliaia di famiglie anche attraverso i suoi canali social.

La routine per la nanna

“Le mie regole d’oro per un buon addormentamento sono poche ma ben chiare” – esordisce. “Anzitutto creare una routine per la nanna, perché i bambini hanno bisogno di prevedibilità, pertanto agire sulla regolarità diventa fondamentale. Il momento della messa a nanna e quello del risveglio devono essere ben definiti, tenendo in considerazione le linee guida che diffondono i pediatri. Se alla mattina ci sono esigenze di svegliarsi presto, per via del lavoro dei genitori, occorre calcolare quante ore deve dormire un bambino e metterlo a letto di conseguenza. Una volta sistemato l’orologio della messa a letto, che deve essere più o meno uguale tutti i giorni, soprattutto per i primi tre anni, si è già risolto parte del problema”. Secondo Tata Francesca, infatti, un bimbo a cui tutti i giorni accadono le stesse cose, è un bambino più sicuro e quindi più incline ad abbandonarsi al riposo.

La cameretta è un luogo speciale

Un altro aspetto su cui lavorare è la creazione di un ambiente idoneo per la messa a letto. A seconda dell’età e della situazione, il bambino deve andare a riposare nel proprio letto in una situazione tranquilla. “Occorre scegliere uno spazio dove ci siano un ambiente sereno e non troppi rumori” – sottolinea Tata Francesca. “Nella fase dell’allattamento al seno è importante la vicinanza dei genitori. Esistono comunque indicazioni fornite dalle fonti autorevoli su dove deve dormire un bambino e quali devono essere le condizioni di temperatura della stanza, l’abbigliamento per la nanna e la posizione del bambino”. Quando invece i figli diventano più grandicelli, diciamo dopo l’anno, meglio che dormano nel loro ambiente, dove si possono sentire sicuri e protetti con rumori soffusi e luci abbassate.

Le buone pratiche sono una certezza

Per favorire il relax e l’addormentamento sereno per il bambino è fondamentale che nella sua routine serale rientrino una serie di buone pratiche, che lo aiutano a capire cosa accadrà e a sentirsi protetto e sicuro. Secondo l’esperta, per i piccoli le pratiche possono essere il bagnetto, il massaggio e poi la filastrocca o ninna nanna cantata sottovoce dalla mamma. Quando il bimbo cresce, dopo il bagnetto si può mettere il pigiamino e poi ascoltare una storia. Man mano che i mesi passano, la sequenza può cambiare in questo modo: mettersi il pigiamino, lavarsi i denti e la faccina, poi andare a letto e ascoltare una storia, magari con una coccola di mamma e papà. “La narrazione e le storie non dovrebbero mai mancare nella messa a letto dei bambini” – insiste Francesca Valla. “Con i bambini in età scolare la lettura della storia ha un valore educativo forte, che fa capire e sentire le emozioni dei protagonisti e consente di entrare in comunicazione empatica con il genitore. Questi momenti, però, servono anche per preadolescenti e adolescenti, se si è stabilità la ritualità fin da piccoli. Nel loro caso, ci sarà il bacio della buonanotte e poi una piccola chiacchiera, chiedendo se la giornata è andata bene, sfruttando la penombra, il silenzio e l’intimità per favorire la vicinanza. Si tratta di una buona occasione per creare un rituale della narrazione personale, che vale ad ogni età”.

L’atteggiamento del genitore è la chiave

A prescindere dall’età del bambino, comunque, secondo Tata Francesca l’atteggiamento del genitore è essenziale per favorire dei sonni sereni. “Se i genitori sono molto rigidi prima di mettere a nanna i bambini, perché hanno paura di fallire e di non farcela, danno un messaggio di sfiducia nei confronti del piccolo, anche perché sono i primi a vivere il momento della notte come un tempo di angoscia e fatica” – spiega l’esperta. “Occorre invece mettere più positività possibile in quel momento, magari incantandosi per il fascino del buio, salutando le stelle. Bisogna far vedere che l’addormentamento è molto bello perché ci sono i sogni e che il sonno è un alleato, anche perché a volte per i bambini abbandonarsi al sonno è difficile, visto che hanno paura della separazione dai genitori. Un piccolo trucco può essere quello di rallentare i ritmi, anche nel nostro modo di parlare, in modo da favorire l’addormentamento”. Insomma, la calma del genitore diventa la calma del bambino perché, come sostiene sempre Tata Francesca, il nostro corpo racconta spesso più di quello che possono dire le nostre parole.  

**Articolo redatto in collaborazione con Quimamme 




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