Giovedì, 11 Agosto 2022 15:27

Bambini e scuola primaria

L’apprendimento tra momenti in presenza, DAD e i nuovi parametri DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) definiti dall'Istituto Superiore di Sanità.

Ora che l’estate volge al termine, l’attenzione dei genitori è concentrata sull’appuntamento di settembre, quando la scuola ricomincerà in uno scenario che non è certo e che potrebbe prevedere ancora la didattica a distanza. L’inizio dell’anno scolastico appare complicato e a ciò va aggiunto che i bambini arrivano da due anni di pandemia in cui le incognite sul futuro li hanno messi in condizioni di precarietà anche emotiva, peggiorate dal fatto che gli insegnanti spesso si sono focalizzati più sulla didattica che sulla relazione, in modo da riuscire ad ottenere i risultati richiesti. Una circostanza che ha portato nei bambini ulteriori preoccupazioni legate più alla performance che all’espressione di sé stessi. Un accumulo di ansie che rischiano di rendere l’inizio del nuovo anno uno spauracchio per i piccoli e i loro genitori. Anche se qualche novità positiva all’orizzonte c’è, visto che l’Istituto Superiore di Sanità ha diffuso dei nuovi parametri per i disturbi dell’apprendimento che sembrano destinati ad offrire uno sguardo ampio rispetto alle difficoltà dei piccoli. In questo scenario, risulta particolarmente importante darsi delle regole da seguire per affrontare l’inizio della scuola al meglio, come spiega la psicologa e psicoterapeuta Marta Rizzi, che individua 5 punti chiave cui fare riferimento.

A scuola bisogna divertirsi

La prima idea chiave è quella che per apprendere i bambini si devono divertire. “Ci sono studi scientifici, condotti anche da Daniela Lucangeli dell’università di Padova, che potrebbero essere considerati per suggerire un taglio diverso all’atteggiamento della scuola” – spiega la psicoterapeuta. “I bambini risultano più propensi ad apprendere e memorizzare una serie di concetti nel momento in cui riescono a divertirsi: quando la mente è disposta a una sensazione di rilassatezza e non all’obbligo di raggiungere un esito, si apprendono infatti nuove abilità. Ecco perché converrebbe prevedere dei momenti di attività, anche in qualità di genitori, che vadano in questa direzione, per aiutare i bambini ad apprendere nuovi concetti”. Vanno bene le gite ai musei o delle attività divertenti che riguardano le materie di studio, dai travestimenti degli Egizi fino allo studio dei geroglifici e alla creazione casalinga di una pergamena. “Secondo me è importante far passare il concetto che il gioco non deve essere visto esclusivamente come qualcosa di leggero e superficiale, ma come uno strumento che aiuta i bambini ad apprendere una serie di conoscenze” – insiste Marta Rizzi – “persino giocando a campana si fanno i conti e si ripassano le addizioni”.

Genitori presenti ed esemplari

Un secondo aspetto fondamentale per un ritorno a scuola sereno sono la presenza, il coinvolgimento e il trasporto da parte degli adulti. “Non possiamo pensare che i nostri bambini possano essere predisposti all’apprendimento se noi non forniamo loro un esempio in questo senso” – insiste la psicologa – “dobbiamo essere un modello, nel momento in cui diversifichiamo i nostri interessi, leggiamo, siamo curiosi, forniamo ai bambini un orizzonte di cultura ampio”. E quando rientrano da scuola, non bisogna informarsi su voti e risultati, ma indagare le loro sensazioni, capire some sono stati in classe e che cosa stanno vivendo durante le ore che trascorrono lontano da noi.

La socialità va valorizzata

Perché la scuola sia vissuta a pieno, poi, conviene valorizzare la socialità e i momenti di incontro e di relazione, visto che diventano delle occasioni di apprendimento. “Creare momenti di contatto e di relazione tra i bambini è essenziale, soprattutto se esiste il rischio di tornare alla didattica a distanza” – dice la psicologa e psicoterapeuta – “in questo senso si possono organizzare dei momenti di incontro e di studio, fisici oppure online, durante i quali i bimbi abbiano l’opportunità di vedere che i compagni sono una risorsa per loro. Confrontandosi capiscono l’importanza della cooperazione, vedono i limiti propri e quelli altrui e si rendono conto che uniti li possono superare”. Infine, per vivere al meglio la scuola in questa situazione ancora complessa, è fondamentale che i bambini non si omologhino ma mantengano la loro unicità.

L’omologazione non è la risposta

“Non omologarsi significa dare valore all’unicità di ciascuno” - insiste Marta Rizzi – “e in questo ci aiutano anche le nuove linee guide dell’ISS che danno un esempio di sguardo ampio verso le difficoltà che possono incontrare i bambini. Oltre a includere e supportare non più solo i bambini, ma anche adulti, giovani adulti, bilingui, si sottolinea l’importanza di osservare indicatori predittivi che ci permettano di affiancarci alla difficoltà e alla fatica di ciascuno con più morbidezza. Si pone enfasi anche ai fattori ambientali oltre a quelli biologici per poter inquadrare e aiutare chi ha un DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento). in tal modo ci si può approcciare ai DSA senza concentrarsi sul senso di diversità, inadeguatezza, incompetenza e privazione che spesso i bimbi sentono e riportano; essi possono essere riconosciuti per le proprie caratteristiche, supportati e rinforzati grazie a strumenti compensatori e in quanto unici e “uguali” a tutti gli altri”. 

I brutti voti aiutano a crescere

L’ultimo punto è il non colpevolizzare i bambini nel momento in cui fanno degli errori o non raggiungono gli obiettivi desiderati, ovvero legati alle nostre aspettative. “I genitori devono evitare di irrigidirsi sull’errore, assumendo magari un atteggiamento punitivo e autoritario” – conclude la psicologa. “Il loro compito è piuttosto quello di permettere al bambino di concepire l’errore come un’opportunità, nella logica di imparare attraverso gli sbagli. Una buona opportunità per allenarsi alla resilienza, che risulta fondamentale nel corso della crescita”.

**Articolo redatto in collaborazione con Quimamme 




GUIDA PASSO DOPO PASSO
GUIDA AL CORREDINO
CONSIGLI PER LA CURA DELLE CALZATURE
CONSIGLI PER LA CURA DELL' ABBIGLIAMENTO
TROVA LA TAGLIA GIUSTA
SEGUICI

Assistenza Clienti

Per comunicare con la nostra azienda
è a vostra disposizione il numero

075 50 28 466

attivo dal lunedì al giovedì
8.30-13.45 14.30-17.15
venerdì 8.30 13.45 14.15-16.00

Contatti

IMAC S.p.A. - Divisione IGI

Via Sandro Pertini, 6

06073 Ellera di Corciano (PG)

P. IVA 00985500446

Email

Puoi anche contattarci a:

vendite.it@primigi.com

per richiedere informazioni,
per ricercare i nostri punti vendita,
per segnalarci un problema